Visualizzazione post con etichetta Ammaniti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ammaniti. Mostra tutti i post

giovedì 5 novembre 2015

Ma più inscenavo questa farsa più mi sentivo diverso. Il solco che mi divideva dagli altri si faceva più profondo. Da solo ero felice, con gli altri dovevo recitare.

- N. Ammaniti, Io e te



Piccolo appunto doveroso:
Io Ammaniti lo adoro, ma questo libro l'ho vissuto veramente male. Mi è parso che affrontasse con faciloneria ed eccessiva superficialità una questione drammatica come la dipendenza da droga e, ci aggiungerei, non penso che Ammaniti sia una persona superficiale o non sia un buono scrittore, ma che non abbia proprio centrato la questione o che - cosa non da escludere - abbia toccato un tema a me troppo vicino senza riuscire a trasmettermi ciò che in prima persona ho vissuto.

Ho trovato questo libro così disturbante che, dopo averlo finito, l'ho passato ad un amico fanatico anche lui di Ammaniti dicendogli: "Tienilo pure, non mi è piaciuto"... quindi non posso nemmeno rileggerlo per dargli una seconda chance.
Certo che se ripenso a "Come Dio comanda", "Ti prendo e ti porto via" e "Io non ho paura" mi vien male al cuore a farci il paragone.
 

sabato 6 giugno 2015

Rino odiava i presentatori tinti e le vallette nude e stava male quando vedeva la gente pronta a parlare dei cazzi suoi di fronte a mezza Italia. Disprezzava quei poveri stronzi che andavano in televisione e cominciavano a frignare e a dire che soffrivano perché erano stati mollati dalle loro mogli. E odiava la gentilezza ipocrita dei presentatori.
Odiava i giochi al telefono. I balletti raffazzonati. Odiava le battute rancide dei comici. E detestava gli imitatori e gli imitati. Odiava i politici. Odiava gli sceneggiati con i poliziotti buoni, i carabinieri simpatici, i preti buffi e le squadre anticrimine. Odiava i ragazzini brufolosi che sarebbero stati disposti ad ammazzare pur di essere ammessi in quel paradiso da quattro soldi. Odiava quelle centinaia di zombie semifamosi che vagavano come bastardi elemosinando una sedia. Odiava gli esperti che si arricchivano sulle tragedie.
Sanno tutto. Sanno cos'è il tradimento, la povertà, le stragi del sabato sera, la mente degli assassini. Odiava quando s'indignavano per finta. Quando si leccavano il culo tra loro come i cani ai giardinetti. Odiava i litigi che resistevano il tempo di una scorreggia. Odiava le collette per i bambini africani quando in Italia c'era gente che faceva la fame. Ma la cosa che detestava di più erano le donne. Puttane con le tette rotonde come pompelmi, le labbra gonfie, le facce rifatte con lo stampino. Parlano tanto di uguaglianza, ma quale uguaglianza e uguaglianza? Quando l'immagine che danno è quella di un branco di decerebrate rizzacazzi. Si facevano scopare da qualche stronzo con un po' di potere per uscire di
casa ed essere riconosciute. Donne capaci di passare sul corpo delle loro madri per un po' di successo. Li odiava tutti, quelli là dentro, al punto che alle volte si doveva trattenere dal prendere la mazza e sfondare quel cazzo di televisore. Vi metterei in fila, uno dietro l'altro, e vi sparerei. Che avete fatto di male? Professate il falso. State rincoglionendo milioni di ragazzini. Mostrando mondi che non esistono.
Spingete la gente a rovinarsi per comprarsi una macchina.
Mandate in malora l'Italia.

- N. Ammaniti, Come Dio comanda.