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giovedì 23 luglio 2015
È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.
giovedì 23 aprile 2015
Vita da "bamboccioni" e scivoloni giornalistici
Qualche giorno fa è dilagato per la rete (leggi: facebook) la notizia allucinante dei giovani che in massa hanno rifiutato un lavoro da 1300 euro netti al mese all'Expo.
Pioggia di commenti e insulti vari ai candidati, fino a quando la notizia non viene smentita ed etichettata come bufala.
Non sto a entrare nei dettagli, mi limito a copiaincollare la risposta di una "bambocciona" che ho apprezzato in particolar modo.
Pioggia di commenti e insulti vari ai candidati, fino a quando la notizia non viene smentita ed etichettata come bufala.
Non sto a entrare nei dettagli, mi limito a copiaincollare la risposta di una "bambocciona" che ho apprezzato in particolar modo.
Ecco il mio punto di vista: Ho mandato il cv a Manpower per far parte dello staff di Expo a Ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a Gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stata presa, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla. Il 16 Aprile mi chiama un incaricato di Manpower per dirmi che la formazione sarebbe cominciata il 21 Aprile e che mi avrebbero mandato (‘naltravolta) la graduatoria. Nulla. Mi ritelefona il 17 Aprile dicendomi che ci saremmo risentiti per la conferma ufficiale nei giorni successivi.
Il 20 Aprile mi mandano una mail con su scritto che avrei dovuto cominciare la formazione il 22 Aprile a Milano. Non una graduatoria ufficiale, nessuna menzione al contratto di lavoro o di stage. Il 21 Aprile mi mandano una mail dicendomi che per essere confermata dovevo superare un questionario. (Scusa ma non ero già stata preso e non incomincio il giorno dopo la formazione?). Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?). Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network il compenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodichè sei sicuramente a casa,di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto.
Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perchè con 150 euro al mese non mangio, perchè non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perchè ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile SENZA un cavolo di contratto). Fine.
domenica 4 gennaio 2015
Non so voi, ma quando giro per facebook a volte mi capitano certi commenti caratterizzati da una bellezza che commuove.
Io sono una fan del punto e virgola e sono per la sua tutela e il suo inserimento nei testi. Ok forse (forse??) qui non c'entra molto, però il fatto che una persona che fa scivoloni del genere me la ficca così, in mezzo alle parole, a me fa scendere un poco la lacrimuccia di gratitudine. Gli vogliamo bene. E no, non commentiamo nulla sul caso del bambino ammazzato, sia mai che sbattano in galera pure noi.
Io sono una fan del punto e virgola e sono per la sua tutela e il suo inserimento nei testi. Ok forse (forse??) qui non c'entra molto, però il fatto che una persona che fa scivoloni del genere me la ficca così, in mezzo alle parole, a me fa scendere un poco la lacrimuccia di gratitudine. Gli vogliamo bene. E no, non commentiamo nulla sul caso del bambino ammazzato, sia mai che sbattano in galera pure noi.
venerdì 12 settembre 2014
Questioni di (ir)responsabilità
Daniza non era italiana. Era stata portata qui dalla Slovenia insieme ad altri 9 orsi per via del PROGETTO LIFE URSUS nel 2000, al fine di aumentare la popolazione di orsi bruni nella zona, che si era ridotta drasticamente per ragioni inspiegabili. Nessuno le ha fatto la cortesia di chiederle se fosse intenzionata a partecipare al progetto. Semplicemente è stata catturata e portata qui. Lasciando perdere polemiche sterili sul fatto che tale progetto sia stato finanziato con i soldi dell'Unione Europea, e che quando l'UE ha stanziato fondi per fare le rotonde ho visto rotonde comparire magicamente pure su rettilinei in cui aveva accesso una vietta privata che portava ad una sola casa (devo continuare o al 2+2 ci arrivate anche voi?), questa vicenda, come altre già capitate in passato, mi spingono a riflettere su che idea abbiano le persone e le autorità sugli orsi. Deve esserci qualcosa di profondamente sbagliato se l'idea che abbiamo di un orso rimanda esclusivamente a Winnie the Pooh o a Yoghi, e non trovo altre spiegazioni se non questa, al fatto che un tizio scorgendo una mamma orsa con i propri cuccioli si nasconda dietro un albero a spiarli senza mettere in conto una possibile reazione di protezione/ tutela della prole da parte della madre. Ma parliamo dell'atto in sè, poi: nascondersi dietro ad un albero a spiare dei cuccioli. Una cosa che un predatore, in effetti, non si sognerebbe mai di fare. In genere i predatori corrono verso la preda agitando le zampe e gridando a squarciagola "Shamalaya". Strano che Daniza abbia reagito così. Reazione aggressiva? Sarà. Ma se un'orso, con la sua mole, si è limitata a due graffi e ad un morso (con le conseguenze del caso, si intende, era pur sempre un orso e non un gattino) non mi pare ci siano parole da spendere su questa presunta aggressività.
Si parla tanto di natura e di animali, ma fatti come questo non fanno che alimentare la mia convinzione che l'essere umano non abbia la più pallida idea di cosa natura e animali siano nella realtà, così abituato com'è a piegare tutto e tutti ai propri bisogni, alle proprie esigenze, a viverli come meri accessori utili solo ad arricchire la propria esistenza. Viene meno la capacità di capire che l'altro (in questo caso è un "altro" animale, ma il discorso ha la stessa identica valenza nei rapporti fra esseri umani) non è un oggetto inanimato ma è dotato di emozioni, sentimenti e bisogni che non necessariamente vanno nella nostra stessa direzione. Forse un orso bruno non è l'animale più adatto da avere come vicino di casa. Forse è divertente guardare le strategie di Yoghi per rubare i cestini ai turisti ed è tenero guardare un bambino dormire abbracciato ad un orsacchiotto, ma avere i propri animali sbranati da un orso non è piacevole e vederlo che si avvicina troppo ai centri abitati incute timore. Il punto è che questo tipo di problemantiche andavano preventivate prima dell'inserimento degli animali nella zona e, soprattutto in questo caso, la reazione seguita all'azione dell'orso mi è parsa a dir poco spropositata. Peggio di così si poteva solo andare tutti insieme con i forconi a caccia di Daniza per un linciaggio collettivo.
Si parla di chiedere dimissioni, ci sono forti reazioni di indignazione più che condivisibili, ma la domanda (provocatoria) è cosa un fatto del genere ci lascia, oltre alla possibilità di condividere link scritti da altri su facebook e riempirci la bocca di frasi fatte. Perchè se ci fermiamo a questo, allora anche noi stiamo cadendo nell'uso e consumo dell'altro in cui sono cadute le stesse persone che hanno trattato Daniza come una merce di profitto. Spero invece che questo fatto possa aiutare alcuni ad aprire uno squarcio sul velo delle proprie convinzioni relative agli animali, all'ambiente, al rapporto che abbiamo con loro, a ciò che ci sembra normale e giusto ma la cui normalità e giustizia forse non sono così scontate.
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