Un minuto di silenzio, per favore.
giovedì 27 agosto 2015
mercoledì 26 agosto 2015
Pipistrelli volanti e cambiamenti inaspettati
... ovvero colpi di testa fulmine.
Sono scappata lontano, in cerca di quiete, lasciando volutamente l'orologio a casa. Avevo, come mio solito, mille progetti. Ho portato con me The China Study, convinta che l'avrei finito. Ho portato anche un altro paio di libri, convinta che li avrei letti. Film da vedere a volontà (perchè, ci terrei a precisarlo, non ho ancora il televisore in casa e sì, sto andando un po' in carenza da pellicole e segozzi mentali). Non ho concluso nulla perchè non ci siamo fermati un momento. Eppure sono tornata così riposata e leggera da non sembrar vero, a conferma del fatto che ciò che logora non è il troppo fare, ma i troppi pensieri legati al troppo fare.
Sono stata pure ad una serata su Tolstoj. Siamo usciti dicendoci che dovevamo leggere tutto Tolstoj. E quindi ho deciso che leggero tutto Calvino. Che vi parrà insensato, ma un senso lo ha. Giuro.
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| E se... ? |
Mentre allungavamo il passo, in ritardo sull'orario di inizio della serata, siamo stati fermati da una coppia di mezza età che ci ha chiesto indicazioni per la serata sui pipistrelli. Ti fai delle aspettative. Dopo avergli indicato la strada abbiamo allungato il passo e ce li siamo lasciati alle spalle. Entrati nel capannone abbiamo posato lo sguardo su una distesa di bambini con lo sguardo incollato alle diapositive proiettate sul muro. Alle loro spalle dei genitori annoiati controllavano cellulari e orologi. Abbiamo tirato fuori il volantino. Da nessuna parte si parlava di "serata per bambini". C'è, evidentemente, tra le regole sociali non scritte della comunità di cui facciamo parte, anche qualcosa che riguarda gli interessi per fasce d'età. Ci era sfuggita quella regolina che diceva che gli animali interessano solo ai bambini. Che non occorre specificare che un evento in cui si parla di animali è un evento per bambini, perchè la totale assenza di adulti senza figli era la prova lampante del fatto che quelli in errore eravamo noi. Che era scontato fosse per bambini.
L'esperto parlava dei pipistrelli ma, come prevedibile, non diceva cose illuminanti per un adulto. Chiariva che non è vero che i pipistrelli sono topi con le ali, ad esempio. Uscire ci faceva brutto, quindi siamo rimasti lì tutto il tempo. A pochi minuti dalla nostra entrata è arrivata anche la coppia di mezza età. Poco dopo l'esperto ha fatto una piccola pausa e ha lasciato del tempo per domande. I bambini si sono sbizzarriti. La signora di mezza età ha alzato la mano e l'ha sventolata fino a quando lui non l'ha indicata. Un bambino aveva appena chiesto se i pipistrelli succhiassero o meno il sangue. Lui aveva risposto di no, i nostri pipistrelli non sono vampiri e non succhiano sangue, concludendo che girano tante convinzioni popolare errate, come quella per cui si impigliano nei capelli: non era assolutamente vero.
La signora di mezza età, dicevo, sventolava da un po' la sua mano grassoccia. Finito di parlare, lo specialista l'ha indicata e lei prontamente ha chiesto: "Quindi non è vero nemmeno che se un pipistrello ti fa la pipì in testa poi ti cadono tutti i capelli?". È tutto vero, lo giuro. Mi sono fatta piccola piccola sulla sedia. Quelli erano gli altri due adulti, oltre a noi, senza figli. Ed erano lì. Come noi.
A fine serata l'esperto ha detto: "E ora andiamo tutti fuori con le torce a caccia di pipistrelli, vediamo quanti riusciamo a trovarne!". Urletti eccitati dei bambini. Io mi giro verso B. e gli dico: "Ascolta, ora affiancati ad un bambino e comportati come se fosse tuo figlio. Facciamo finta di avere un figlio e di essere qui per lui. Sono veramente imbarazzata". Scippato un bambino ad una coppia con due figli e spacciatolo per nostro siamo usciti tutti sorridenti, con sguardi amorevoli rivolti al nostro pulcino. Una volta fuori, nel buio completo della notte, siamo fuggiti.
Quest'anno, uscendo dalla serata su Tolstoj, ci siamo detti che abbiamo fatto un bel salto di qualità, tra le altre cose. Abbiamo rimpianto il fatto di non poter partecipare alle serate successive, che erano programmate dopo il nostro rientro. Voi starete dicendo: sti due qui che palle. Vanno in ferie e anzichè passare il tempo a dormire/mangiare/scopare/prendersi il sole, vanno a serate su scrittori russi e si intristiscono perchè non riescono a partecipare a tutte le serate. Oh, che vi devo dire... i gusti.
Rientrata a casa, comunque, sono inciampata in un cambiamento non programmato, non previsto, non contemplato fra le possibilità della mia vita.
Una piccolezza, in verità. Mentre ci interrogavamo sulla decisione da prendere, soppesando pro e contro, con tutti intorno a dire la loro (la loro era no, ovviamente) ho ripensato al fatto che le nostre azioni dovrebbero essere guidate più dai nostri sogni e dalle nostre speranze, che dai nostri timori. E ho capito, in quel momento, che la mia risposta era sì.
Seguiranno foto e chiarimenti. Prossimamente.
domenica 23 agosto 2015
Vi era in lui qualcosa di indefinibile, come un cielo nuvoloso nel cuore dell'inverno, a metà tra allegria e cupezza, che in qualche modo mi tratteneva dall'innamorarmi di lui. Non riuscivo a percepire quell'energia e quell'esaltazione che ti danno una carica straordinaria, così importanti negli amori giovanili.
- B. Yoshimoto, Ricordi di un vicolo cieco.
venerdì 21 agosto 2015
Questa merita l'Oscar
"E il premio per la miglior elfina gotica nel ruolo della persona affetta da incubi deliranti è..."
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| http://zuccheronero.blogspot.it/ |
"Stanotte ho fatto un incubo: ho sognato che trovavi finalmente il brano di cui ti parlavo e che lo aveva scritto... Melissa P. Era una citazione del suo libro con la libellula in copertina e mi chiedevi: "come puoi reputarlo interessante?" e io ero sconvolta. Non capivo se dovevo rivalutare Melissa P. o la mia intelligenza"
Favolosa. E comunque il brano era di Battiato:
Teoria della Sicilia. Là dove domina l’elemento insulare è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente di inabissarsi. Una teoria dell’isola è segnata da questa certezza. Un’isola può sempre sparire. Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull’instabile. Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio. Il sentimento insulare è un oscuro impulso verso l’estinzione. L’angoscia dello stare in un’isola come modo di vivere rivela l’impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale.
La volontà di sparire è l’essenza esoterica della Sicilia. Poiché ogni isolano non avrebbe voluto nascere, egli vive come chi non vorrebbe vivere: la storia gli passa accanto con i suoi odiosi rumori ma dietro il tumulto dell’apparenza si cela una quiete profonda. Vanità delle vanità è ogni storia. La presenza della catastrofe nell’anima siciliana si esprime nei suoi ideali vegetali, nel suo taedium storico, fattispecie del nirvana. La Sicilia esiste solo come fenomeno estetico. Solo nel momento felice dell’arte quest’isola è vera.
mercoledì 19 agosto 2015
Penso che una visita ai macelli dovrebbe essere d'obbligo nei percorsi scolastici: credo che nessun giovane possa restare indifferente alla crudeltà di un mattatoio.
- U. Veronesi, I segreti della lunga vita.
domenica 16 agosto 2015
Anche se le cose non funzionano adesso, non fa niente. Troveremo il modo di farle funzionare.
lunedì 10 agosto 2015
Io ci provo.
Qualsiasi consiglio che arrivi da un omino disegnato con delle orecchiette bianche da gatto (gatto?) non può che essere sensato.
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